17 Feb 2026 | News
Anche quest’anno, fino al 31 dicembre 2026, è possibile accedere al bonus di 850 euro al mese per anziani non autosufficienti di età pari o superiore a 80 anni con un livello di bisogno assistenziale gravissimo.
Ricordiamo, infatti, che il D.lgs 29 del 15 marzo 2024, c.d. Decreto Anziani, ha previsto una serie di misure a favore delle persone anziane. Tra queste la c.d. Prestazione Universale, che ha lo scopo di promuovere il progressivo potenziamento delle prestazioni assistenziali per il sostegno della domiciliarità e dell’autonomia personale delle persone anziane non autosufficienti.
Tale misura è composta da:
- una quota fissa monetaria corrispondente all’indennità di accompagnamento di cui all’articolo 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18 che verrà quindi assorbita dalla Prestazione Universale e che per il 2026 mantiene un valore medio di 542 euro;
- una quota integrativa definita “assegno di assistenza”, attualmente pari a 850 euro mensili che ha lo scopo di:
- remunerare il costo del lavoro di cura e assistenza, svolto da lavoratori domestici, con mansioni di assistenza alla persona titolari di rapporto di lavoro conforme ai contratti collettivi nazionali di settore;
- acquistare servizi destinati al lavoro di cura e assistenza e forniti da imprese e professionisti qualificati nel settore dell’assistenza sociale non residenziale.
Il sostegno finanziario previsto per l’anno in corso si presenta quindi come un contributo modulare erogato dall’INPS, la cui entità complessiva può raggiungere la soglia di 1.392 euro mensili, risultato della combinazione delle due diverse voci di spesa (indennità di accompagnamento, da un lato, e assegno di assistenza, dall’altro).
La prestazione è erogata dall’INPS su espressa richiesta della persona anziana non autosufficiente in possesso dei requisiti previsti dalla legge e verrà corrisposta in via per ora solo sperimentale fino al 31 dicembre 2026, su base mensile a decorrere dal primo giorno del mese di presentazione della domanda.
La domanda può essere presentata autonomamente in via telematica sul sito dell’Inps al seguente link https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.decreto-anziani-prestazione-universale.html o tramite gli enti di patronato.
Ricordiamo che hanno diritto alla prestazione le persone anziane non autosufficienti che:
- abbiano età anagrafica pari o superiore a 80 anni e il riconoscimento di un livello di bisogno assistenziale gravissimo;
- abbiano un ISEE socio sanitario ordinario non superiore a 6.000,00 euro;
- siano beneficiari dell’indennità di accompagnamento.
Una volta ottenuto l’accoglimento della domanda, il beneficiario entra in un regime di monitoraggio trimestrale delle spese. Il mancato possesso di prove documentali comporta la revoca immediata della componente integrativa. Inoltre, la prestazione decade se il beneficiario viene ricoverato permanentemente in una struttura sanitaria a totale carico dello Stato o se la degenza ospedaliera gratuita supera i 29 giorni consecutivi.
4 Nov 2025 | News
Il 28 ottobre è stato sottoscritto il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro domestico con l’obiettivo principale di adeguare le retribuzioni al crescente costo della vita e rafforzare le tutele dei lavoratori. Il nuovo contratto è entrato in vigore il 1° novembre 2025 e resterà valido fino al 31 ottobre 2028.
Il contributo delle associazioni datoriali ha consentito di trovare un equilibrio sostenibile tra le esigenze delle famiglie e le aspettative dei lavoratori, assicurando una dilazione triennale degli aumenti retributivi.
La prima novità riguarda infatti un incremento strutturato e progressivo degli stipendi: tra il 2026 e il 2028 è previsto un incremento complessivo di 100 euro mensili lordi, calcolati sul livello BS convivente, che dovranno essere riparametrati sugli altri livelli contrattuali. Il primo aumento scatterà il 1° gennaio 2026, con un incremento di 40 euro lordi (pari a un +3,98% sui minimi retributivi degli altri livelli). In particolare, l’aumento sarà distribuito in quattro diverse tranche nel periodo 2026-2028:
- + 40 euro dal 1° gennaio 2026;
- + 30 euro dal 1° gennaio 2027;
- + 15 euro dal 1° gennaio 2028;
- + 15 euro dal 1° settembre 2028.
Sono poi previste nuove tutele normative e permessi, come il diritto all’assistenza di familiari con disabilità e il potenziamento delle misure di maternità e paternità.
L’indennità di certificazione professionale, destinata agli assistenti familiari qualificati, viene portata da 11 a 30 euro mensili.
Viene, inoltre, introdotta al calendario delle giornate retribuite la nuova festività nazionale del 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.
Il rinnovo del CCNL rappresenta un passo importante verso una maggiore qualità, equità e sostenibilità del lavoro domestico, ancora segnato, purtroppo, da un tasso di irregolarità molto elevato e che per diverso tempo non ha ricevuto l’adeguato riconoscimento professionale.
23 Ott 2025 | News
Il decreto flussi è un provvedimento con il quale il Governo italiano stabilisce ogni anno le quote di ingresso dei cittadini stranieri non comunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale e di lavoro autonomo.
L’obiettivo è quello di regolare l’immigrazione, rispondere alle esigenze del mercato del lavoro italiano, soprattutto in settori con carenza di manodopera, e contrastare il lavoro nero.
Il 15 ottobre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M. del 2 ottobre 2025 che definisce i criteri per la determinazione dei flussi di ingresso per i prossimi tre anni. Tra i settori coinvolti rientra anche quello del lavoro domestico.
Da oggi, 23 ottobre 2025, e fino al 7 dicembre 2025 sarà possibile iniziare a pre-compilare sul portale ALI del Ministero dell’Interno la domanda di nulla osta all’assunzione di colf, badanti e babysitter non comunitarie.
La pre-compilazione è un passaggio fondamentale per poter partecipare al click day e inviare quindi in via definitiva la domanda.
Il click day per presentare le domande relative al settore del lavoro domestico sarà il 18 febbraio 2026.
15 Set 2025 | News
La demenza è una patologia in continuo aumento in tutto il mondo a causa del progressivo invecchiamento della popolazione.
La Malattia di Alzheimer rappresenta la causa più comune di demenza (50-80% dei casi) e comprende gran parte dei casi che in passato venivano etichettati come “demenza senile” o “arteriosclerosi”
Il modo di porsi nei confronti della persona con demenza è molto importante.
Si deve in ogni caso cercare di mantenere le attività della routine giornaliera quali lavarsi, fare colazione, fare una passeggiata ecc.
È indispensabile stimolare la persona a fare in autonomia quanto riesce e dare un aiuto solo quando è in difficoltà. Questo vale per l’igiene personale, per l’alimentazione, per la scelta dei vestiti e la capacità di indossarli. L’obiettivo è di mantenere il più a lungo possibile le sue capacità autonome.
Non bisogna pensare che la persona con demenza non possa comunicare ed è necessario parlare con lei normalmente, sapendo ovviamente che forse non capirà tutto quello che diciamo. Altrettanto importante sarà cercare di coinvolgerla nella conversazione, utilizzando parole semplici e parlando lentamente. Occorre evitare di sottolineare eventuali errori, evitare rimproveri che porterebbero solo ulteriore stato d’ansia.
È utile mantenere un atteggiamento sereno e rassicurante facendo in modo di essere sempre nel suo spazio visivo ma ad una distanza adeguata (non troppo vicino). È importante non contraddire, per quanto possibile, le parole con l’atteggiamento che si tiene.
Qualora sorgessero problemi è indispensabile sdrammatizzare la situazione facendo capire che non è successo nulla di grave.
In ogni caso è importante identificare il modo di comunicazione più appropriato. Ogni paziente ne ha uno: può essere la musica oppure vedere immagini o in alcuni casi il contatto fisico.
Alcuni consigli su come comportarsi in situazioni particolari
Ansia e paura: rassicurare con il contatto fisico, distrarre il malato, cercare di comprendere e ridurre le cause di ansietà e paura.
Apatia (indifferenza): stimolare il suo interesse incoraggiando attività che riesce a svolgere, non costringerlo ad agire se non vuole, congratularsi con lui quando riesce in qualcosa.
Allucinazioni e delirio: rassicurare senza mettere in discussione la convinzione delirante, distrarre l’attenzione del malato, evitare la contenzione fisica.
Comportamento sessuale improprio: non sono frequenti ma possono risultare imbarazzanti per chi li subisce involontariamente. La perdita delle inibizioni può essere dovuta al bisogno di contatto fisico, di sicurezza e di intimità e ad un errore nel riconoscere la persona. Rimanere calmi, non mostrare imbarazzo o collera e distrarre il malato.
Disturbi del sonno: insonnia e girovagare notturno ovvero quando il paziente scambia la notte per il giorno. Può servire limitare i momenti di riposo/sonno nell’arco della giornata e mantenerlo attivo e vigile. Non serve cercare di tenerlo a letto con la forza e non insistere spiegandogli che è notte e la notte si dorme. L’informazione non viene compresa. Più utile fargli fare una piccola attività per un breve periodo e poi riportarlo a letto.
Agitazione, aggressività, ira: mantenere atteggiamento calmo e rassicurante, evitare confronti di sfida e tentativi di costrizione fisica, distrarre il malato. Ricordare che l’aggressività può essere una reazione di difesa ad una situazione che la persona vive come minacciosa anche se in realtà non lo è; ad esempio una voce troppo alta, un contatto fisico inaspettato. Oppure ancora può essere una richiesta di attenzione, di compagnia, la manifestazione di un disturbo fisico (dolore, fame, freddo o altro) e infine una reazione ai nostri interventi di assistenza (fare la doccia, vestirsi, lavarsi). Nell’aggressività di una persona malata non c’è nulla di intenzionale, la rabbia è solo l’espressione irrazionale di un disagio, quindi non serve a nulla sgridare la persona o cercare di farla ragionare. Spesso l’aggressività è rivolta alle persone più vicine. Che fare allora? Può essere utile distrarre la persona con stimoli piacevoli e aspettare che si calmi, cercare di capire qual è il problema, evitando però di insistere e di favorire la discussione.
Per ulteriori approfondimenti e altri consigli utili anche in tema di alimentazione, igiene e somministrazione dei farmaci è possibile richiedere il nostro Manuale di assistenza alla persona anziana, a cura di Tiziana Quirino, Specialista Malattie Infettive.
14 Lug 2025 | News
Nel lavoro domestico si instaura inevitabilmente un legame fiduciario tra datore e lavoratore. Il luogo stesso dove si svolge l’attività crea i presupposti per un rapporto informale ed intimo, in cui la costante convivenza e l’oggetto stesso della prestazione necessitano di una base fiduciaria per funzionare. Senza la fiducia, infatti, il datore non potrebbe delegare ad estranei la cura della propria dimora ed affidare i propri cari nelle mani di apparenti “sconosciuti”.
Proprio a causa dell’esistenza di un rapporto di fiducia, è necessario stabilire una comunicazione chiara e aperta, definire fin da subito le mansioni, gli orari di lavoro e, in generale, le aspettative reciproche, regolamentando il lavoro domestico con un contratto scritto, per tutelare entrambe le parti da una tendenza all’informalità che potrebbe comportare più danni che benefici. Per gestire efficacemente il rapporto con la propria collaboratrice domestica, è essenziale inoltre offrire un ambiente di lavoro sereno e motivante. La formazione, il riconoscimento e il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata, infine, sono importanti per mantenere un rapporto positivo.
Vediamo nel dettaglio alcuni punti chiave per una gestione efficace:
- Comunicazione e rispetto
È importante definire fin da subito le mansioni e gli orari di lavoro. Allo stesso tempo risulta di primaria importanza mantenere una comunicazione aperta: ascoltare le preoccupazioni della collaboratrice e fornire feedback costruttivi mostrando riconoscimento per il suo lavoro.
- Rispetto delle regole del contratto
Al fine di porre le basi per una serena collaborazione, occorre inoltre definire chiaramente i compiti e le responsabilità della collaboratrice, a norma del contratto collettivo nazionale, procedere con la stipula di un contratto di lavoro chiaro e denunciare il rapporto all’INPS.
- Formazione e sviluppo
Qualora la collaboratrice avesse bisogno di acquisire nuove competenze, sarebbe opportuno offrirle la possibilità di partecipare a corsi di formazione in presenza oppure on line. A tal fine, si consideri che il contratto collettivo prevede la possibilità di godere di permessi retribuiti per la frequenza di corsi di formazione professionale specifici per collaboratori o assistenti familiari.
- Bilanciamento lavoro-vita privata
Per garantire un’efficace collaborazione, è importante rispettare il tempo libero della propria collaboratrice, assicurarsi che abbia a disposizione un tempo libero adeguato per riposare e dedicarsi alla sua vita privata.
Per questo motivo è importante definire precisamente gli orari di lavoro e non richiedere prestazioni aggiuntive senza preavviso e un adeguato compenso.
- Una corretta gestione amministrativa del rapporto di lavoro
Da ultimo, occorre prestare attenzione alla giusta interpretazione del CCNL e al corretto calcolo di retribuzione, ferie, tredicesima, TFR e contributi previdenziali. Per questo motivo è importante affidarsi a professionisti seri e competenti che possano fornire tutto il supporto necessario per la corretta gestione amministrativa del rapporto di lavoro.
In sintesi, una gestione efficace del rapporto di lavoro con la propria collaboratrice domestica richiede una comunicazione aperta, il rispetto delle regole del contratto, la valorizzazione del suo lavoro e la garanzia di un adeguato equilibrio tra lavoro e vita privata.